Il nuovo social magazine P4W (Parma for women) parla di ADA

P4W – Parma for Women – è il nuovo social magazine delle donne di Parma. Tre giornaliste e una fotografa per raccontare la città con un occhio al femminile. Tra i vari temi, uno spazio è dedicato alla presentazione delle associazioni di volontariato e di figure femminili interessanti. ADA è una delle prime associazioni intervistate e ne è onorata!

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Mostra fotografica “Natura &Donna” dell’artista Caterina Orzi promossa da ADA per “Parma Capitale Italiana della Cultura 20/21”

Le foto naturalistiche per ADA di Raffaella Scaccaglia

Ecco il testo dell’intervista che è pubblicata su Instagram #P4W

“Conoscere per amare”, è il motto di ADA, Associazione Donne Ambientaliste di Parma. Nata 30 anni fa, l’associazione, come racconta una delle fondatrici Laura Dello Sbarba: “conta oggi quasi 100 iscritti, dai 25 ai 95 anni, oltre un’ampia rete di simpatizzanti”.

Laura, cosa vi ha spinto a costituire Ada?

“Tutto ha avuto inizio con la battaglia portata avanti con otto amiche contro l’installazione di un inceneritore a Viarolo, che poi non fu costruito. Da quell’esperienza nacque nel 1992 l’idea di costituirci in associazione. Credo che la sensibilità femminile sia un valore aggiunto nelle lotte ambientaliste. Il nostro Premio annuale “Una mimosa per l’ambiente” conferma questa propensione, evidenziando l’impegno ammirevole di molte donne.”

Quali battaglie seguite in questo periodo?

“La qualità dell’aria, in primis. Parma è tra le città europee più inquinate, su questo fronte lavoriamo molto con le scuole per sensibilizzare i giovani sugli stili di vita quotidiani. Poi, la tutela della biodiversità. Un esempio: i Rondoni. Sono uccelli che aiutano l’ecosistema urbano, ma nidificano nei fori delle mura dei centri storici, che nei restauri vengono puntualmente chiusi. Di recente, siamo riusciti a far riaprire le buche pontaie sia dell’Ospedale Vecchio sia della Chiesa di San Francesco, significa che i Rondoni in arrivo in primavera avranno più possibilità di riprodursi.”

E’ l’era di Greta Thunberg, una giovane donna simbolo di una generazione amante dell’ambiente?

“E’una grande speranza. La mente dei bambini è una spugna che assorbe i messaggi positivi. L’esempio viene anche dalle famiglie, le donne poi svolgono ancora un ruolo strategico nell’educazione dei figli.”

Cosa consiglia Ada alle istituzioni?

Nelle scuole: valorizzare sempre di più le scienze naturali a tutti i livelli. Nelle amministrazioni comunali: introdurre la figura del naturalista, guardare alle realtà urbane con scientificità, se non si conoscono le dinamiche della natura non si può progettare una città ecosostenibile”.