
Venerdì 20 marzo dalle ore 9:30 alle 11 a Parma presso la Sala Conferenze dell’Assistenza Pubblica si terrà l’incontro pubblico CREARE HABITAT, 40 nidi per rondoni al liceo Ulivi.
Alla realizzazione dell’iniziativa, promossa e organizzata dal Liceo scientifico G. Ulivi di Parma e patrocinata dal Comune di Parma, dall’Università di Parma, dalla Lipu e dal WWF, hanno collaborato: Associazione Donne Ambientaliste, Associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna, Festa Internazionale della Storia Parma, Gruppo Rondini e Rondoni Parma, Legambiente Parma, Parchi del Ducato, Parma Sostenibile e Società Parmense di Scienze Naturali.
Tema dell’evento saranno i rondoni che, come le rondini, sono straordinari migratori alati messaggeri della primavera. La loro vita è affascinante e ancora avvolta dal mistero. Questi preziosi insettivori dal ruolo ecologico fondamentale trascorrono quasi tutta la loro esistenza volando: mangiano in volo, bevono in volo e perfino dormono in volo. Si riproducono nelle cavità degli edifici antichi: buche pontaie e spazi sotto i coppi. E qui sta il problema. Negli ultimi decenni, infatti, la popolazione di rondoni è drasticamente diminuita un po’ in tutta Europa perché queste cavità, potenziali spazi riproduttivi per la specie, vengono sistematicamente chiuse durante i restauri. Se questa tendenza continuerà anche in futuro, perderemo per sempre i rondoni e la bellezza che portano ogni primavera.
Ma a Parma, da qualche anno, è in atto un’interessante inversione di tendenza: i restauri della Chiesa di San Francesco del Prato e dell’Ospedale Vecchio, grazie a una visione lungimirante e a una tecnica innovativa, hanno portato ad una espansione delle colonie di rondoni, eliminando contemporaneamente gli spazi riproduttivi per il piccione, una specie divenuta invasiva e problematica. Il gruppo di progetto Edifici Viventi, attivo presso il liceo Ulivi da 9 anni, racconterà come gli studenti, attraverso un’indagine scientifica sul campo, sono riusciti a individuare le colonie di rondoni nidificanti a Parma, a localizzarne i siti riproduttivi e a promuovere la salvaguardia della specie. In sinergia con alcune associazioni ed enti del territorio gli studenti, coordinati dal professor Andrea Beseghi, hanno completato il progetto nel loro edificio scolastico: 40 nidi artificiali fissati in modo permanente sulla facciata della scuola, un esempio che si può replicare.
